20 Settembre 2003 Abolito il canone Rai per i riparatori radio e TV


“La battaglia è stata lunga e dura, ma alla fine è stata vinta! Chi ripara e vende radio e televisioni è finalmente e definitivamente escluso, a decorrere dall'anno 2002, dall'obbligo del pagamento del canone d' abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo, sia ordinario che speciale”. Il Presidente di Confartigianato Novara Verbano Cusio Ossola Tarcisio Ruschetti commenta così la risoluzione n. 2003/79447 del 29 luglio 2003 della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell' Agenzia delle Entrate, in virtù della quale “[…] compete l'esenzione del pagamento d'ogni tipo di canone d' abbonamento da parte dei soggetti che esercitano l'attività di riparazione o commercializzazione d' apparecchi radio-televisivi”.
Questa la chiarissima formulazione presente nella risoluzione dell' Agenzia delle Entrate, inviata all'Ufficio abbonamenti TV di Torino, competente per la riscossione del canone su tutto il territorio nazionale.
“L'anno scorso - ricorda ancora il Presidente Ruschetti - per aggirare una precisa norma inserita nella Finanziaria 2002, era stato ripescato, addirittura, un Regio Decreto Legge del 1938 per riscuotere non più il “canone speciale”, ma almeno il “canone normale”, quello prescritto, appunto, dalla vecchia disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.
Con il risultato che l'artigiano radioriparatore era costretto a pagare, in pratica, due imposte: una a titolo personale, per l'apparecchio che detiene nella propria abitazione, e una in quanto operatore economico per la riparazione di apparecchi sui quali, tra l'altro, è già pagata l'imposta dal proprietario”.
“Ma questa volta - ha concluso Ruschetti - la mala-burocrazia non ha prevalso e si è fatta, finalmente, piazza pulita di un assurdo balzello a carico delle imprese”.


20 QUESTIONARIO RAI
RIPARATORI TV: COME RICHIEDERE IL RIMBORSO DEL CANONE 2002/2003


Com’è noto, nessun tipo di canone (né ordinario né tanto meno speciale) è più dovuto, dal 2002, dalle imprese che riparano apparecchi radio e tv e/o li commercializzano.
In questi giorni la RAI sta spedendo, tramite le proprie sedi regionali, una lettera - con allegato questionario - con cui chiede alle imprese che operano nei settori della riparazione/vendita d’apparecchi radio e tv di voler comunicare, entro la fine del mese d’ottobre, la propria situazione relativa all’abbonamento al servizio radiotelevisivo. Con il questionario, la RAI intende semplicemente aggiornare i propri archivi, in vista della prossima spedizione dei bollettini di pagamenti relativi all’anno 2004.
S’informa, infine, che un eventuale annullamento dell’abbonamento aziendale cui non “corrisponda” un altro abbonamento ad uso privato (quello della propria abitazione privata) fa ovviamente correre all’imprenditore, in virtù di controlli incrociati, il rischio di accertamenti ed eventuali sanzioni pecuniarie.


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