DIGITALE TERRESTRE  COPERTURA


Ormai ci siamo; il conto alla rovescia è terminato e la TV digitale ha finalmente fatto il suo debutto ufficiale in Italia. Dalla fine del 2003, il 50% della popolazione italiana è infatti in grado di poter ricevere oltre alle normali trasmissioni televisive analogiche anche i segnali digitali di RAI, Mediaset e La7, in seguito all’attuazione di una legge che stabilisce le tappe “forzate” che porteranno nel 2006 allo spegnimento di tutti i ripetitori analogici. Questa nuova TV offrirà, alla fine del processo di transizione, un numero di canali quadruplicato, quelli che vediamo oggi più una serie di altri canali gratuiti, e una qualità audio/video potenzialmente nettamente superiore a quella a cui siamo abituati oggi. E ora cosa succederà al mio televisore? Per poter ricevere i nuovi segnali non occorre altro che un set top box a cui da una parte andrà collegato il cavo d’antenna, lo stesso che già oggi utilizziamo con la nostra TV, dall’altra un comune cavo SCART per il collegamento al televisore e il gioco è fatto.


  Innanzitutto la trasmissione in digitale, rendendo il segnale particolarmente robusto nei confronti dei disturbi, restituisce allo spettatore la percezione di un’immagine di massima qualità. La natura numerica dei segnali, infatti, consente di utilizzare dei potenti strumenti matematici che permettono di ricostruire perfettamente il segnale originale anche in condizioni fortemente critiche. Ciò significa che l’immagine televisiva viene finalmente liberata da tutti quei fenomeni di interferenza che ne deteriorano la qualità e che ben conosciamo.

Un altro motivo che sta spingendo tutti i paesi all’adozione della TV digitale è la possibilità di sfruttare con maggiore efficienza la porzione di spettro riservata ai canali televisivi, con la conseguente quadruplicazione dei canali disponibili. Il numero di frequenze utilizzabili è limitato e soprattutto nel nostro Paese è da tempo motivo di scontro anche politico. Sempre per il fatto che il segnale è numerico, è possibile utilizzare dei complessi algoritmi matematici che consentono di ridurre sensibilmente il numero di bit necessario per rappresentare l’immagine televisiva. Questa operazione prende il nome di compressione ed è diffusissima nel mondo dell’audio e video digitale. Utilizzando la compressione MPEG-2 è possibile trasmettere su una frequenza prima utilizzata da una singola emittente, fino a 6 canali contemporaneamente in digitale.


   Altro aspetto decisamente interessante è il fatto che con la TV digitale potranno esserci trasmissioni anche in 16:9. Anche in questo caso ciò non vuole assolutamente dire che il proprio TV tradizionale in formato 4:3 non sia più adatto alla ricezione dei nuovi segnali digitali. Esattamente come accade con i DVD player, infatti, il ricevitore sarà in grado di adattare le immagini automaticamente al tipo di televisore che si possiede.


  La TV digitale apre la strada finalmente ad un audio di qualità veramente Hi-Fi anche per le trasmissioni terrestri. Lo standard DVB-T, infatti, prevede per ogni programma la trasmissione di più tracce audio stereofoniche o addirittura in formato multicanale Dolby Digital 5.1.
Questo significa che chi è dotato di un sistema “home theatre” potrà godere dell’emozione dell’audio “Dolby Digital 5.1” con effetto surround anche per alcuni programmi televisivi. Con la TV digitale l’audio multicanale non sarà più prerogativa solo dell’home video ma anche di eventi sportivi, fiction, film in TV e, perché no, anche di pubblicità.
Potranno finalmente venire offerti programmi in multilingua e sarà possibile scegliere tra diverse sottotitolazioni. Si tratta però di servizi potenziali, nel senso che starà alla volontà dei singoli operatori implementare questo tipo di novità.



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